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Chatbot Aziendale

Quanto costa un chatbot aziendale?

Prezzi reali, cosa li fa salire, e quando un chatbot non conviene. Su WhatsApp, web o intranet, in italiano naturale.

1.500–5.000€

Primo progetto, una tantum

200–600€/mese

Gestione e aggiornamenti

2–6 settimane

Dalla prima riunione all'online

In breve

Un chatbot aziendale per una PMI italiana costa tra 1.500€ e 5.000€ una tantum, più 200–600€ al mese di gestione. L’analisi preliminare è gratuita e il perimetro viene fissato per iscritto prima di iniziare.

  • Quello che muove il prezzo non è il chatbot — sono le integrazioni. Rispondere su orari e servizi costa poco; leggere lo stato di un ordine dal gestionale costa di più.
  • Il canone mensile non è hosting: è revisione delle conversazioni reali e correzione delle risposte deboli. Senza, un chatbot peggiora nel tempo.
  • Canali coperti dallo stesso assistente: WhatsApp Business, sito, intranet ed email.
  • Chatbot o agente AI? Se il lavoro è rispondere, è un chatbot. Se è fare — aprire un ticket, aggiornare il gestionale — serve un agente, e il costo cambia.
  • Quando non conviene: sotto le ~200 richieste ripetitive al mese il risparmio non ripaga la manutenzione.

Cos'è (davvero)

Un chatbot aziendale non è un chatbot generico

La differenza fra un assistente utile e uno irritante sta tutta in una cosa: cosa sa. Un chatbot generico risponde con frasi plausibili ma vuote; un assistente aziendale è collegato alle tue fonti reali — listino, catalogo, condizioni di vendita, tempi di consegna, FAQ interne — e risponde con quello che è vero per la tua azienda oggi.

Nella pratica significa che un cliente può chiedere “quanto costa la spedizione in Sicilia per 200 kg?” o “il modello X è compatibile con il mio impianto?” e ottenere una risposta corretta invece di un rimando al modulo contatti. Le richieste che l’IA non può chiudere — trattative, reclami, casi anomali — arrivano a te già qualificate, con la conversazione allegata, così nessuno ricomincia da zero.

Dove porta valore più in fretta: assistenza di primo livello (le stesse dieci domande che occupano metà del centralino), qualificazione dei lead fuori orario, supporto interno per i dipendenti che cercano una procedura, e WhatsApp Business, dove ormai scrive la maggior parte dei clienti italiani.

Casi d'uso

Dove un chatbot ripaga in fretta.

Il ritorno non dipende dal settore ma dalla ripetitività: se le stesse domande tornano ogni settimana, sono automatizzabili. Alcuni scenari tipici fra le PMI italiane.

Studio professionale — FAQ clienti e primo filtro

Scadenze, documenti da portare, stato di una pratica. Domande a risposta fissa che oggi occupano la segreteria e che il cliente preferirebbe risolvere alle nove di sera.

E-commerce — taglie, spedizioni, resi

Il grosso del pre-vendita è logistica: quando arriva, quanto costa, come si cambia. Collegato al catalogo e al corriere, l’assistente risponde con dati veri invece che con una pagina di FAQ statica.

Prenotazioni — ristorazione, ospitalità, servizi

Disponibilità, conferma, modifica. Su WhatsApp, dove il cliente italiano scrive già, senza obbligarlo a installare nulla.

B2B tecnico — compatibilità e pre-vendita

Schede prodotto, compatibilità fra modelli, condizioni di fornitura. Qui il chatbot vale soprattutto come filtro: qualifica la richiesta e la passa al commerciale già istruita.

Interno / HR — procedure e policy

“Come richiedo le ferie”, “qual è la procedura per la nota spese”. Poco visibile, ma è spesso il primo progetto che ripaga, perché il perimetro è chiuso e i documenti esistono già.

Prezzo

Cosa fa salire o scendere il preventivo.

A parità di “chatbot”, due preventivi possono differire di tre volte. Questi sono i cinque fattori che spiegano quasi tutta la differenza.

1. Numero di integrazioni

Il fattore dominante. Un assistente che legge da un PDF e da una pagina web sta in fondo alla forchetta; uno che interroga gestionale, CRM e corriere sta in cima. Ogni sistema è un collegamento da costruire e da mantenere.

2. Qualità delle fonti che ci date

Se listini e procedure sono già ordinati, si parte subito. Se sono sparsi fra email, fogli Excel e teste delle persone, la parte cara del progetto è metterli in ordine — ed è lavoro che vi resta anche se domani cambiate fornitore.

3. Numero di canali

Il sito è il più semplice. WhatsApp Business richiede un account verificato e l’approvazione dei modelli di messaggio da parte di Meta: non è difficile, ma è tempo e va messo a preventivo.

4. Cosa succede quando non sa rispondere

Un passaggio a operatore ben fatto — con storico, priorità e orari — è una parte non banale del lavoro. Saltarla è il modo più rapido per far odiare il chatbot ai clienti.

5. Volume di conversazioni

Incide sui costi del modello linguistico, che sono ricorrenti. Per la maggior parte delle PMI restano la voce minore, ma vanno stimati prima, non scoperti dopo.

Canali e regole

WhatsApp, GDPR e le cose che si scoprono dopo.

WhatsApp Business API

In Italia è il canale che conta: i clienti scrivono lì senza che nessuno glielo chieda. Serve un account WhatsApp Business verificato, e i messaggi che partono dall’azienda vanno approvati come modelli da Meta. Ha un costo per conversazione, indipendente da noi: va messo nel conto insieme al canone.

GDPR e dati dei clienti

Una conversazione è un trattamento di dati personali: serve informativa prima dell’interazione, una base giuridica, un tempo di conservazione deciso e la possibilità di cancellare. Lavoriamo con conservazione minima e dati trattati in Europa, e mettiamo per iscritto dove finiscono le conversazioni e chi può leggerle.

Risposte inventate

L’obiezione più comune, e giusta. La contromisura non è “un modello migliore” ma un vincolo: l’assistente risponde solo a partire dalle fonti che gli avete dato, e quando la risposta non c’è dice che non lo sa e passa la mano.

Manutenzione

Un chatbot lasciato solo peggiora: cambiano i listini, arrivano domande nuove, alcune risposte invecchiano. È il motivo per cui esiste un canone — e il motivo per cui diffidiamo di chi ve lo vende una volta sola.

Confronto

Chatbot o agente AI?

Le due parole vengono usate come sinonimi e non lo sono. La differenza cambia sia il progetto sia il prezzo.

Chatbot — risponde

Legge le vostre fonti e risponde in linguaggio naturale. Perimetro chiuso, risultato prevedibile, costo più basso. È la scelta giusta quando il lavoro da togliere alle persone è rispondere sempre le stesse cose.

Agente — esegue

Oltre a rispondere, compie azioni: apre un ticket, aggiorna il gestionale, prenota, manda un documento. Serve più analisi e più controlli, quindi costa di più. Ne parliamo su agenti AI.

Nel dubbio si parte dal chatbot. È più economico, si mette online prima, e le conversazioni reali dei primi due mesi dicono con precisione quali azioni varrebbe la pena automatizzare dopo. Se stai ancora decidendo a chi affidarti, abbiamo scritto consulente AI o software house e come scegliere un consulente di intelligenza artificiale.

Costi

Quanto costa un chatbot aziendale

Il prezzo non dipende dal “chatbot” in sé — quelli si attivano in un pomeriggio — ma da quanto deve sapere e a quali sistemi deve collegarsi. Un assistente che risponde su orari e servizi costa poco; uno che legge lo stato di un ordine dal gestionale costa di più, e vale di più.

Primo progetto · una tantum

1.500–5.000€

Analisi, addestramento sui tuoi contenuti reali, collegamento ai sistemi, test sulle domande vere dei clienti e messa online.

Gestione · mensile

200–600€/mese

Revisione delle conversazioni, correzione delle risposte deboli, aggiornamenti quando cambiano listini o procedure.

L’analisi preliminare è gratuita e il perimetro viene definito per iscritto prima di iniziare. A questi importi vanno aggiunti i costi a consumo di WhatsApp Business API e del modello linguistico, che stimiamo insieme sul tuo volume reale. Nel 2026 una parte dell’investimento può rientrare negli incentivi per le PMI.

FAQ

Domande frequenti sul chatbot aziendale.

L'analisi preliminare è gratuita. Un chatbot aziendale completo — addestrato sui vostri contenuti, collegato ai sistemi che usate e testato sulle domande reali dei clienti — costa tipicamente tra 1.500€ e 5.000€ una tantum, più un canone di 200–600€ al mese per revisione e aggiornamenti. La variabile principale non è il chatbot in sé ma quante integrazioni servono: rispondere su orari e servizi costa molto meno che leggere lo stato di un ordine dal gestionale.

Raccontaci il tuo caso.

Tu ci racconti come funziona il lavoro oggi. Ti rispondiamo personalmente, di solito entro un giorno lavorativo, dicendoti onestamente dove l’IA può aiutare e dove no.