Il 2026 è l'anno giusto per portare l'AI in azienda con un aiuto concreto dello Stato: il Voucher Doppia Transizione ha aperto le domande l'8 luglio e il nuovo iperammortamento ha sostituito Transizione 5.0. Ecco cosa finanziano, chi può accedere e come trasformarli in un progetto che fa risparmiare ore davvero.
Valuta il tuo progetto (gratis) →Dall'8 luglio 2026 le PMI possono presentare domanda per il Voucher Doppia Transizione: 150 milioni di euro destinati a progetti di digitalizzazione e transizione energetica. Tra le aree ammissibili c'è esplicitamente l'intelligenza artificiale, insieme a cloud, big data e analytics, gestionali ERP/CRM, IoT e cybersecurity.
Tradotto in pratica: un progetto di automazione dei processi con AI — preventivazione automatica, gestione documentale intelligente, assistenti per i clienti — rientra nel perimetro finanziabile. Il voucher copre una parte dell'investimento, riducendo la soglia d'ingresso proprio per le imprese che finora hanno rimandato.
Dal 1° gennaio 2026 il credito d'imposta Transizione 5.0 non è più in vigore: la Legge di Bilancio 2026 lo ha sostituito con un iperammortamento, cioè una maggiorazione dell'ammortamento ai fini IRES e IRPEF per gli investimenti in beni e tecnologie 4.0/5.0 — incluse le soluzioni di intelligenza artificiale. Le comunicazioni preventive si presentano sul portale GSE dal 12 giugno 2026.
Per una PMI significa: l'investimento in un progetto AI si deduce in misura maggiorata, abbassando l'imponibile. Meno immediato del vecchio credito d'imposta, ma concreto — soprattutto se il progetto è ben documentato fin dall'inizio.
L'incentivo non è il progetto. Ogni anno migliaia di imprese acquistano tecnologia "perché c'è il bando" e la lasciano inutilizzata: il 76% delle PMI italiane non investe in AI, e tra chi investe una parte lo fa senza un piano. L'ordine giusto è l'opposto: prima si individua il processo dove l'AI fa risparmiare ore (preventivi, documenti, richieste clienti), poi si usa l'incentivo per abbassare il costo di quel progetto. Così il ritorno c'è anche senza voucher — e con il voucher arriva prima.
Gratuita. In una call di 30 minuti capiamo se nella tua azienda c'è un progetto AI che vale l'investimento — e se rientra nelle aree finanziabili del voucher o dell'iperammortamento.
Definiamo il progetto nel formato che le agevolazioni richiedono: obiettivi, tecnologie, KPI misurabili. Il tuo commercialista o consulente bandi ha tutto ciò che serve per la domanda.
Costruiamo il sistema e lo mettiamo in produzione in 2–6 settimane, con formazione del team. Il beneficio si misura in ore risparmiate — l'incentivo è il moltiplicatore, non la motivazione.
I due principali: il Voucher Doppia Transizione (150 milioni per digitalizzazione ed energia, domande dall'8 luglio 2026, AI tra le aree ammissibili) e il nuovo iperammortamento introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, che sostituisce il credito d'imposta Transizione 5.0 con una maggiorazione dell'ammortamento per gli investimenti in tecnologie avanzate.
Sì, in generale: l'intelligenza artificiale è esplicitamente tra le aree ammissibili, insieme a cloud, big data, ERP/CRM e cybersecurity. L'ammissibilità specifica dipende dal progetto e dai requisiti del bando — per questo strutturiamo i progetti con obiettivi e KPI documentati fin dall'inizio.
Il credito d'imposta Transizione 5.0 non è più in vigore dal 1° gennaio 2026. Al suo posto la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto l'iperammortamento: una maggiorazione dell'ammortamento ai fini IRES/IRPEF. Le comunicazioni si presentano sul portale GSE dal 12 giugno 2026.
No: la domanda la presenta il tuo commercialista o un consulente bandi. Noi facciamo la parte che viene prima e dopo: individuare il progetto AI giusto, documentarlo nel formato richiesto (obiettivi, tecnologie, KPI) e implementarlo con un ritorno misurabile.
No. Un buon progetto AI si ripaga da solo in ore risparmiate: l'incentivo accelera il ritorno ma non deve essere la motivazione. E l'analisi preliminare è gratuita: puoi capire subito se c'è un progetto che vale, con o senza voucher.
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